“Il mestiere più bello è fare il sindaco. Io sono nato a Pistoia ma ho sempre vissuto qui. Mio padre mi diceva: ogni cosa che fai ha due momenti importanti, il momento per capire quando farla e quello per capire quando smettere. E quando smetti non devi diventare patetico nel pensare di poter giocare partite che ormai sono superate”. Queste parole sono state pronunciate dal sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli nel corso di una lunga intervista uscita oggi sulle pagine de “La Nazione”.
“Un territorio in cui ci sono forti interessi economici non è una barca - afferma Franceschelli -, è un transatlantico. L’esperienza e i ruoli che ho ricoperto danno sicurezza al sistema. Per questo c’è chi mi dice: devi andare avanti, avanti…Ma io penso anche che, per il bene di una comunità, si devono rigenerare le idee e questo non è possibile con le stesse persone ma con cambi generazionali e con nuove esperienze. Montalcino ha bisogno di persone che hanno girato il mondo, con esperienze internazionali. Persone radicate sul territorio. Il futuro sindaco non deve seguire un’ambizione personale ma deve rappresentare un’esperienza. Poi se è giovane, donna, uomo questo non importa. Certo, se dovessi pensare con il cuore starei qui tutta la vita”. In altri passi dell’intervista Franceschelli sottolinea che “bisogna guardare avanti e dare forza al rinnovamento della politica” aggiungendo “lo dice una persona che fa il sindaco da 12 anni e pensa che il suo percorso abbia avuto un inizio e avrà una fine. Bisogna individuare il momento migliore non per chi lo fa, ma per il territorio”.
Ai lettori l’interpretazione delle parole del sindaco.